Eccoci qua di nuovo, non sono stata del tutto onesta nel mio post precedente. O meglio...Ho omesso qualche particolare. Mentre amavo alla follia il mio giovane e caliente Julio, beh...avevo già il fidanzatino. Si chiamava Samuele. Lo conobbi in chiesa, bambino appostissimo, dalla chioma nera come la pece. Portava gli occhiali, sembrava un nerd e la cosa mi attraeva molto. La nostra relazione durò all'incirca un anno ed andava tutto a gonfie vele. Quando purtroppo venne a scoprire che la sua amata rosellina, come amava chiamarmi lui, lo cornificava come una renna della Lapponia (sempre molto innocentemente eh, stiamo parlando di bambini di sette, otto anni), smise di parlarmi, così rimasi single, senza il mio caliente Julio e senza il mio nerdoso Samuele. Ma torniamo indietro. Conobbi Samuele in chiesa, dove molto spontaneamente mi chiese di giocare. Non fu un colpo di fulmine per me, ma insomma...Non so nemmeno perché, quando mi chiese di metterci assieme gli risposi di si. Era un bambino dolcissimo e gentile, per questo adesso raccontandolo mi sento proprio perfida, ma le cose sono andate così. Si dichiarò al mio ottavo compleanno e mi regalò un bellissimo braccialetto che tuttora conservo. Poi m'invitò lui a casa sua per il suo compleanno. Casa era un eufemismo dato che aveva una villa gigantesca e un piscina olimpica. Aveva campi da tennis, stanze a volontà, insomma aveva proprio una villozza, come si dice dalle mie parti.
Era sempre molto premuroso e mi diceva sempre che mi voleva bene. Vestiva come piace a me: camicia, scarpe seriose e pantaloni abbinati. Amavo le sue camicie e i suoi maglioncini. Insomma il fidanzatino perfetto. I miei lo adoravano, perché ogni tanto mi portava anche una rosa bianca. CHE UOMO. Tralasciando questi dettagli, avevo un'amichetta in chiesa, a cui raccontavo tutto. Si chiamava Emilia e portava delle buffe trecce disordinate. Il suo viso era curioso, ne bello ne brutto...era simpatico. Tornando a noi, la carissima amica mi chiese di Julio. Lì per lì fui parecchio silenziosa, non le dissi molto. Lei però insistette a tal punto che le raccontai tutto per filo e per segno! Non lo avessi mai fatto! Andai in bagno e al mio ritorno trovai Samuele con gli occhi lucidi in un angolo. Il ricordo tuttora mi spezza il cuore. Gli chiesi candidamente cosa fosse successo e lui senza peli sulla lingua mi disse: hai un altro. Da lì in poi non mi rivolse più la parola. Qualche settimana più avanti venni a scoprire che la mia cara amica Emilia, oltre ad aver raccontato tutto, aveva fatto di tutto per conquistare il mio Samuele. La S******! Gioii quando venni a sapere che Samuele la rifiutò. So che non merito alcuna pietà e che probabilmente Samuele non meritava niente di tutto ciò, però le cose sono andate così. Semmai Samuele leggerai queste parole, perdonami. Gli chiedo scusa dal profondo del mio cuore e spero che ora sia un ragazzo felice con una fidanzata fedele.
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