Translate

domenica 14 febbraio 2016

Partiamo dal principio

Allora, come iniziare? Ho in mente la scena delle scimmie di Odissea nello Spazio. Si, lo so, sono disturbata mentalmente... Il mio primo trauma amoroso risale ai miei sweet otto anni. Dopo un'effimera vita passata dietro al banco a sognare di sposare Bruno, il mio maestro di matematica, conobbi Julio. Ricordo ancora, arrivò in terza elementare..biondo, occhi verdi, alto e indossava un grembiule nero, senza quegli stupidi ricami sul colletto. Gente, non esagero quando dico che fu amore a prima vista! Almeno da parte mia. Tutte le mie compagne rimasero zitte, mentre contemplavano tanta bellezza, e vi assicuro...ce n'era davvero tanta!
Fortuna della fortuna, indovinate con chi si sedette? Con la sottoscritta. Avevo le palpitazioni. Lui si sedette vicino a me e si limitò a sorridermi. Che denti! pensai. E indovinate cosa ho fatto io da disadattata quale sono?
Lo fissai per tutta la lezione...
Premetto. Ero di quelle che stavano sempre attente e non sgarravano mai..ma dal giorno in cui il mio Julio, di origine latina, varcò la porta...Beh, gente...divenni peggio di una logorroica incallita. E poi lui era diverso! Non si fissava con i cartoni, non si fissava con i supereroi. No, lui no. Parlava di libri, del cielo, delle piante...
Persi completamente la testa per lui, e ciò non passò inosservato. Cominciarono a prendermi in giro pesantemente e già all'epoca avevo una reputazione! La spaccacuori della situazione. Così cercai di raffreddare i rapporti di giorno, e di prendere valeriane la notte (passavo le notti insonni a pensare a lui). I giorni passarono e io divenni loquace come un muto e simpatica come il clown di IT di Stephen King. Il ragazzo non demordeva e con i suoi modi alla oldfashioned, era deliziosamente impeccabile e di un'educazione ineccepibile. La sua fama cresceva giorno dopo giorno. Smise di essere oggetto di adorazione solo femminile, ben presto anche i maschi cominciarono a venerare questo piccolo Dandy. Ciononostante, il ragazzo sembrava avere un debole per me e un giorno, all'uscita dalla palestra, volle tenermi la mano. Ma io come solita scema cosa feci? Rifiutai la sua mano, con una smorfia di disprezzo! Si, sono da ghigliottinare all'istante. Rifiutai la candida mano del mio pianista preferito, con cui avevo già pianificato tre figli, un attico in città e un pesce rosso. Lui questa volta se la prese e da lì cominciò il mio calvario!
I giorni seguenti furono segnati da una crescente cortina di ferro tra di noi. Lui sembrò guardarsi altrove e adocchiò una mia compagna... già fidanzata per di più. Arrivarono le vacanze di natale e non ci vedemmo più per tutto quel periodo.
Al mio ritorno decisi più convinta che mai, che per A o per B, Julio sarebbe caduto tra le mie braccia. Così feci la civetta, gli tenni la mano, risi alle sue battute all'epoca troppo elaborate...Insomma feci di tutto! Cominciai a sciogliermi i capelli, che fin a quel momento avevo tenuto sempre in una treccia e cominciai ad indossare vestiti sotto al grembiule. Quando finalmente lo vidi che pendeva dalle mie labbra, decisi di dichiararmi...
Era una calda giornata di Aprile, non portavamo nemmeno più i grembiuli per il caldo. La maestra ci aveva dato dei fogli su cui rappresentare l'inquinamento dei mari. Lui naturalmente non fece il solito disegno sfigato, ma una specie di campagna per green peace. Io mi limitai a disegnare una barca a vela in mezzo ai rifiuti. Mi voltai verso di lui e gli sorrisi, e con fare civettoso gli chiesi chi gli piacesse. Lui mi sorrise e da grande ammaliatore mi accarezzò la mano. In quel momento mi sciolsi come una fonduta, pregustando la mia vittoria. Nella mia testa da donna precocemente rompipalle ed esigente, immaginavo già i mobili da mettere nel nostro attico. Rimanemmo in silenzio per qualche istante e poi mi domandò anche lui chi mi piacesse. Beh, gente, per me quella carezza era stata un conferma, la prova inviolabile del nostro amore, il segno che sanciva un amore che avrebbe superato ogni confine. Così, senza perdermi in sotterfugi, dissi TU.
Il mio caro Julio, il grande ammaliatore, il grande dandy, il grande acculturato era anche uno stronzetto. Con il tono più soave e vellutato che la sua voce conosceva mi disse: mi piacevi anche tu, tanto, e tuttora mi piaci, ma sei al secondo posto. Il mio cervello sembrò andare in tilt, mi venne da piangergli davanti, ma mi trattenni. E da masochista quale sono gli chiesi chi era la number one, e lui con molto candore mi segnalò la mia compagna. Si, la stessa ragazza che era già fidanzata. Poi concluse il suo discorso strappalacrime dicendomi: Ma non le piaccio, lei sta già con Fabio. Sai se solo le cose fossero andate diversamente...E così finì il nostro discorso. Il mio attico in città crollò, insieme al mio pesce rosso. Rimanemmo così, in silenzio e in una triste superficialità dedita a quelle situazione di imbarazzo con cui si deve convivere. Da lì a poco partii e non lo vidi più.

Nessun commento:

Posta un commento